lunedì 18 febbraio 2013

Trovare lavoro all'estero: italiani alla ribalta

La crisi continua a far fuggire i migliori “cervelli” di casa nostra verso Paesi dove, in controtendenza con la recessione che investe l’Unione Europea, l’economia è in crescita. Gli specialisti italiani fanno gola per la loro preparazione e per il fatto che con l’abbassamento del costo del lavoro avvenuto nell’ultimo decennio – con salari fermi a trent’anni fa – il rapporto qualità/prezzo di qualsiasi offerta risulta premiante rispetto a ciò che viene proposto dalle nostre aziende e/o Università.

Sui numerosi siti che si occupano di lavoro all’estero si moltiplicano le offerte rivolte a giovani italiani qualificati. Oltre a
Eures, il portale europeo della mobilità professionale, fra i più siti più seguiti ci sono Italians in fuga e Vivi all’estero che oltre a raccogliere le offerte di lavoro, forniscono consigli per la ricerca di alloggio o per l’ottenimento di visti, permessi e cittadinanza.

Un po’ a sorpresa a guidare la classifica del recruiting è l’Inghilterra con 6.500 offerte, seguita dalla Germania (3.400) che ha recentemente siglato un accordo con il Ministero del lavoro italiano per l’avvio del programma
The job of my life. Sul terzo gradino del “podio” la Francia con 3.200 offerte, seguono due Paesi coinvolti in maniera pesante dalla crisi come Spagna (1.900) e Irlanda (1.000).

Per chi guarda all’America, Brasile, Messico e Argentina sono alla ricerca, complessivamente, di 1000 lavoratori, ma la crescita di questi Paesi fa prevedere che nei prossimi mesi il numero aumenterà ancora. In Canada, dove è presente una comunità di un milione e mezzo di italo-canadesi, i contratti degli under 35 italiani sono favoriti da
Esperienza Internazionale Canada, un permesso semestrale di vacanza-lavoro nato da una convenzione fra il nostro governo e quello del Paese nordamericano.

I settori nei quali vi è la maggiore richiesta di forza lavoro sono servizi (11%), marketing (8%) e formazione (6,2%), con un “podio” monopolizzato dal terziario. Leggermente distanziati sono l’informatica (4,7%), l’ingegneria (4%), le vendite (3,8%) e il management (2,6%). Con percentuali inferiori sono presenti anche offerte di lavoro in amministrazione, ristorazione, sicurezza, turismo, bancario, logistica, moda, sanitario, legale.
Il requisito fondamentale è la conoscenza della lingua inglese (il primo passo, infatti, è l’invio di un
curriculum vitae in lingua straniera) presente nel 12% delle offerte, seguono quella del francese (1,6%) e della tedesca (1,2%). La maggior parte delle richieste prevede 2-3 anni di esperienza e conoscenza della professione.


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