È lontano il tempo in cui le donne ricoprivano il ruolo di semplici amministratrici dell’economia domestica: oggi molte possono contare sul proprio guadagno e, per quanto in famiglia la gestione delle entrate spetti prevalentemente all’uomo, sono sempre più presenti nel mercato finanziario.
Secondo una ricerca di Vanguard, le donne statisticamentespendono più soldi degli uomini senza grandi motivazioni, ma nel mondo degli investimenti sono più serie, equilibrate e misurate. Gli uomini, invece, ricercano in genere rendimenti più alti, sono più avventurosi, intrepidi e curiosi e tendono a sovrastimare le proprie capacità.
I risultati sono confermati anche da Boston Consulting Group, una multinazionale che fornisce consulenza strategica di business: le donne sono più prudenti, lungimiranti, accurate nella comprensione del loro profilo di rischio e precise nel fissare i loro obiettivi finanziari.
Altri studi rivelano che le donne di norma sono più razionali enon inseguono risultati improbabili: lo dimostrano ilportafoglio meno volatile e i rendimenti degli investimenti mediamente migliori di quelli degli uomini. Advise Only, portale di consulenza finanziaria, ha analizzato i portafogli degli utenti e ha evidenziato che quelli delle donne presentano maggiore diversificazione in termini di classi di investimento, sono composti prevalentemente di investimenti obbligazionari e monetari, più sicuri, e di commodities, tra cui l’oro. Pochissime azioni e men che meno italiane.
Gli uomini tendono a partecipare più attivamente alla gestione dei propri portafogli, differenziando gli investimenti e ponendosi più obiettivi.
Le donne avvertono meno degli uomini il desiderio di accumulare denaro, di adottarlo come parametro del successo, del potere o del valore della cose. Tendono piuttosto a utilizzarlo per i servizi e i beni che esso consente di godere e per scopi di investimento duraturi: risparmiano per la pensione o per acquistare la casa, scelgono prodotti assicurativi per la protezione propria o di propri familiari.
Meno amanti del rischio degli uomini, le donne tendono a privilegiare scelte più prudenti, in tutti i campi. La ragione può essere di natura psicologica, perchè le reazioni emotive di fronte al pericolo sono diverse tra i generi: le donne, tendenzialmente, esprimono paura e dunqueavversione per la minaccia, gli uomini rabbia, che conduce alla sfida e all’assunzione del rischio.
Sembra che nelle scelte finanziarie il “gentil sesso” propenda per soluzioni meno aggressive, mentre gli uomini, specie se giovani, tendano a essere più spregiudicati.
C’è da aggiungere che le donne, più diffidenti e difficili da convincere, hanno meno confidenzadegli uomini con le nozioni finanziarie, le logiche di funzionamento dei mercati e il lessico iperspecialistico. L’Ocse ha in programma interventi mirati a rispondere alla scarsa alfabetizzazione finanziaria femminile.
Competenza maschile e accortezza femminile potrebbero essere la chiave di volta per uno sviluppo economico dal volto umano.
A questo Proposito vi consiglio di leggere: "Il milionario della porta accanto".

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