lunedì 29 aprile 2013

Investire Saggiamente in recessione


Desmond ci ha avvertito: il toro è stanco. Con una durata media di 39 mesi, quello che stiamo vivendo adesso ha superato i 46. E al massimo tirerà avanti per altri 2 o 3 mesi al massimo. I segni si vedono tutti.
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Il Governo giapponese ha annunciato un Pil in contrazione del 3,5% per il terzo trimestre, e poichè si tratta della seconda revisione al ribasso, tecnicamente Tokyo può definirsi in recessione. Una sofferenza che, a tratti alterni, era già stata avvertita, come leggiamo su MarketWatch tra il 1997 e il 1999 e tra il 2001e il 2002 con cali nell’export, si è fermato a 5 trilioni di yen a novembre contro i quasi 5,5 di ottobre.
Quella che negli anni ’90 era destinata a rivelarsi come la futura padrona dell’economia mondiale (dissero lo stesso della Cine nel 2000) adesso annaspa, con poco successo, per restare a galla Dall’altra parte del mondo, in Europa, la disoccupazione tocca limiti record dell‘11,7% (con punte di 25% in Grecia e 26% in Spagna), mentre nel più vasto raggio d’azione dell’Unione Europea, non si sta meglio con un impressionante 10,7%.
E in Italia? Monti ha avuto il “merito” di far felice i mercati con una diminuzione dei rendimenti sugli interessi sul debito, ma non essendo stato eletto vede la sua legittimità dipendere dai malumori di un appoggio politico che nei giorni scorsi è venuto meno, mentre in caso di elezioni, il tecnocrate (professore ottimamente preparato ma non portato per la politica), non potrebbe contare nemmeno su quello popolare. La sua missione era limitata a ridurre il debito pubblico e il deficit di bilancio, target che potrebbero essere mancati clamorosamente, ma per fare una cosa del genere, azione che andrebbe a ledere le basi di una tradizione di malgoverno praticamente secolare, persino la naturale scadenza del suo mandato era sembrata a tutti troppo breve.
, Ad ogni modo le annunciate dimissioni del primo ministro Monti e la possibilità del ritorno di Berlusconi hanno sollevato il timore che i principali indici azionari europei potrebbero andare in crash e i rendimenti obbligazionari colare a picco anche e soprattutto per un effetto domino, visto il precario equilibrio nel quale la zona euro (e tutta l’Unione Europea) si trovano. Sebbene tali timori siano stati presto riassorbiti, resta il fatto che l'Italia ormai vede scardinata quel poco di credibilità che era riuscita a costruirsi. Non solo, ma ciò che più temono gli investitori è il conseguente caos politico derivante non tanto da un suo effettivo ritorno, quanto dalla frammentazione (l’ennesima) del panorama politico che porterebbe con sè il ritorno di un clima euroscettico.
Una serie di argomentazioni che potrebbero scatenare un incendio nella polveriera euro, abitata per lo più dai Paesi che più degli altri stanno soffrendo le riforme di “lacrime e sangue” che finora stanno facendo registrare solo continue contrazioni del PIL. E questa ideale parabola si chiude inevitabilmente con Washington, la quale, secondo un rapporto di Standard and Poor, sempre pubblicato da MarketWatch, vede le vendite verso i paesi europei dell’ 11,1% nel 2011 dal precedente 13,5% del 2010 con un crollo delle esportazioni verso l’Europa del 7%. Nemmeno la Cina, il cui export dagli Usa è aumentato del 2% solamente, può assorbire il surplus. In pratica una rallentamento globale che blocca gli investitori. Che fare? John Nyaradi analista per MarketWatch, Trading Markets, Money Show, Yahoo Finance, Investors Insight e numerose altre testate di finanza, ci offre 3 strategie.
, 1.Treasury Bonds statunitensi. Se i titoli azionari crollano allora aumenteranno i bond. Qualche nome per i fondi obbligazionari iShares 7-10 Year Treasuries o, per gli investitori più aggressivi, iShares 20+ Year Treasuries.
* L'acquisto di Bear ETFs chiamati “Inverse”, quelli che cioè hanno l’obiettivo di replicare inversamente le performance di un indice ma che si consigliano solo a investitori esperti. L’Inverse US index ETF include nomi come ProShares Breve Dow 30 e ProShares short S&P 500 (SNP:^GSPC - notizie) .
* Superare la tempesta in contanti. Il cash offre protezione dalle perdite, inoltre permette una maggiore agilità sul mercato. Grave inconveniente: espone al rischio inflazione e non offre nessuna rendita.


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